nervo vago

Tumore al pancreas: scoperta la proteina che apre la strada alle metastasi

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Un gruppo di ricercatori brasiliani, sostenuti dalla Sรฃo Paulo Research Foundation, ha analizzato 24 campioni di carcinoma pancreatico per capire come il tumore riesce a diffondersi cosรฌ presto. Hanno usato tecniche di trascrittomica a singola cellula e mappatura spaziale per studiare lโ€™attivitร  di decine di migliaia di geni in diverse aree del tumore, soprattutto vicino ai nervi.

รˆ emerso che le cellule stellate pancreatiche che circondano il tumore producono grandi quantitร  di periostina, una proteina che rimodella in profonditร  la matrice extracellulare, cioรจ lโ€™impalcatura dei tessuti. In questo modo creano veri โ€œcorridoiโ€ che permettono alle cellule tumorali di scivolare lungo i nervi (invasione perineurale), un passaggio strettamente legato alla formazione precoce di metastasi e a una peggiore prognosi.

Perchรฉ il tumore al pancreas resta uno dei piรน aggressivi

Il tumore al pancreas, nella maggior parte dei casi un adenocarcinoma duttale, si sviluppa spesso nella testa dellโ€™organo e viene diagnosticato di frequente tra i 50 e gli 80 anni. In Italia si stimano ogni anno circa 14โ€“15 mila nuove diagnosi, con una sopravvivenza a 5 anni che supera di poco il 10โ€“12%, fra le piรน basse in oncologia.

Una delle ragioni รจ proprio lโ€™invasione perineurale: piรน della metร  dei pazienti presenta giร , nelle fasi iniziali, cellule tumorali che hanno imboccato i nervi come โ€œstradeโ€ di diffusione, spesso visibili solo dopo lโ€™intervento chirurgico. A complicare il quadro cโ€™รจ la reazione desmoplastica, cioรจ la formazione di uno stroma molto denso e fibroso che irrigidisce il tessuto e rende difficile la penetrazione di chemioterapia e immunoterapici.

Il ruolo chiave della periostina e dello stroma

Lo studio conferma che lo stroma che avvolge il tumore non รจ un semplice โ€œcontornoโ€ ma un attore attivo nella progressione del carcinoma pancreatico. Le cellule stellate ricche di periostina sono concentrate proprio nelle aree invasive, vicino ai fasci nervosi, mentre risultano piรน distanti nelle zone senza invasione perineurale.

La periostina contribuisce a rimodellare la matrice extracellulare, favorendo il movimento delle cellule neoplastiche e la loro capacitร  di infiltrare nervi e tessuti vicini. In parallelo, il tessuto fibroso che si crea attorno alla massa forma una sorta di โ€œscudoโ€ che protegge il tumore e ostacola lโ€™arrivo efficace dei farmaci sistemici.

Speranze future: nuovi metodi di cura

Capire come periostina e cellule stellate guidano lโ€™invasione perineurale apre a possibili terapie mirate contro il microambiente tumorale, oltre che contro le cellule cancerose. Studi precedenti suggeriscono che bloccare la periostina o le vie di segnale collegate puรฒ ridurre crescita e metastasi in diversi tumori, e ora questo razionale si estende anche al pancreas.

In prospettiva, combinare chemioterapia e immunoterapia con farmaci in grado di โ€œammorbidireโ€ lo stroma o spegnere la periostina potrebbe migliorare lโ€™efficacia delle cure e limitare la diffusione precoce lungo i nervi. Per una neoplasia con prognosi ancora molto severa, ogni nuovo bersaglio molecolare rappresenta una possibilitร  concreta di diagnosi piรน precoce e trattamenti piรน incisivi.

La svolta del team spagnolo

Mariano Barbacid, direttore di Oncologia sperimentale al Centro Nazionale per la Ricerca sul Cancro spagnolo (CNIO), ha annunciato risultati mai visti prima contro lโ€™adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC), il tumore al pancreas piรน comune e letale. In modelli murini geneticamente modificati, una combinazione di tre farmaci ha portato a una regressione completa e duratura dei tumori, senza effetti collaterali significativi.

Lo studio, pubblicato su PNAS e presentato con Carmen Guerra, Vasiliki Liaki e Sara Barrambana, punta su inibitori di KRAS (il motore principale del tumore), EGFR e STAT3, colpendo vie multiple di crescita e resistenza. โ€œPer la prima volta otteniamo una risposta completa, duratura e a bassa tossicitร โ€, ha detto Barbacid, sottolineando che questo supera limiti di terapie precedenti.

Perchรฉ รจ una speranza per pazienti e atleti

Il PDAC ha sopravvivenza a 5 anni sotto il 12% e colpisce spesso in etร  attiva, limitando vite e performance sportive. Una terapia efficace potrebbe restituire anni di qualitร , permettendo a chi fa sport agonistico o amatoriale di riprendersi da questa โ€œsentenzaโ€ silenziosa.

Per atleti e coach, significa prevenzione mirata (no fumo, peso forma) e, in futuro, cure che non devastano il fisico con tossicitร , preservando muscoli e resistenza.

Barbacid avverte: risultati su topi promettono ma translatione umana richiede tempo e risorse.

Lโ€™appello per i fondi e prossimi passi

Barbacid ha lanciato un appello online per 30 milioni di euro per finanziare la sperimentazione: โ€œNon รจ il nostro obiettivo finale curare topi, vogliamo pazienti umani e prima รจ meglioโ€. Servono almeno 3 anni per trial clinici, affrontando sicurezza, dosi e disponibilitร  di farmaci (alcuni sperimentali).

Sfide includono complessitร  regolatoria e validazione su modelli piรน ampi ma il basso profilo tossico apre a combinazioni con immunoterapia o chirurgia.

Sostenitori come la Fundaciรณn Cris Contra el Cรกncer spingono per accelerare, con testimonianze di pazienti che sottolineano lโ€™urgenza.

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