Chi ama andare a dormire tardi e si definisce un vero nottambulo potrebbe avere un rischio maggiore per la salute cardiovascolare. A suggerirlo è un recente studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association che ha analizzato la relazione tra ritmo sonno veglia e rischio di infarto e ictus.
Secondo i ricercatori le persone definite “evening type” ovvero attive soprattutto nelle ore serali mostrano indicatori di salute cardiaca peggiori rispetto a chi ha ritmi più regolari o intermedi.
Cosa ha scoperto lo studio
La ricerca ha coinvolto oltre 320.000 adulti britannici di età compresa tra 39 e 74 anni. Ai partecipanti è stato chiesto di identificarsi come persone mattiniere serali oppure intermedie.
Successivamente i ricercatori hanno valutato la salute cardiovascolare attraverso il sistema Life’s Essential 8 dell’American Heart Association che include alimentazione attività fisica sonno fumo pressione arteriosa peso corporeo glicemia e livelli di grassi nel sangue.
I risultati hanno mostrato che le persone serali avevano una probabilità molto più elevata di presentare una salute cardiaca compromessa. In particolare il rischio di infarto e ictus risultava superiore del 16% rispetto agli individui con ritmi intermedi.
Secondo gli studiosi circa il 75% di questo rischio non dipende esclusivamente dall’orario in cui si va a dormire ma dallo stile di vita associato.
“Questi sono i fattori che l’American Heart Association ha identificato come fattori di rischio cardiovascolare” ha spiegato la Dott.ssa Kristen Knutson. “Persone diverse li presentano in combinazioni differenti ma sono tutti correlati tra loro”.
Perché i nottambuli sono più a rischio
I ricercatori hanno osservato che i gufi notturni tendevano ad avere abitudini meno favorevoli alla salute. Tra i principali elementi associati all’aumento del rischio emergono fumo di sigaretta, sonno insufficiente, alterazioni della glicemia, alimentazione meno equilibrata e sovrappeso.
L’uso di nicotina è risultato il fattore più incisivo spiegando oltre un terzo dell’aumento del rischio cardiovascolare. Anche dormire poco ha avuto un impatto significativo così come la qualità della dieta.
“Non è essere nottambuli il problema” ha precisato Knutson. “Il problema è essere nottambuli in un mondo costruito per chi si sveglia presto”.
Questo disallineamento tra orologio biologico e orologio sociale può influenzare negativamente i comportamenti quotidiani come orari dei pasti esposizione alla luce e attività fisica.
Lo studio ha inoltre evidenziato differenze di genere. Le donne con abitudini serali mostravano un peggioramento più marcato degli indicatori di salute cardiovascolare anche se senza un aumento diretto del rischio di eventi acuti.
“Le donne sono spesso ulteriormente stressate da questo stile di vita perché devono comunque alzarsi presto ed essere le principali caregiver familiari”.
Come ridurre il rischio cardiovascolare
Secondo gli esperti la prevenzione non deve concentrarsi sul cambiare completamente il proprio cronotipo ma sul migliorare le abitudini quotidiane.
“La cosa più ovvia è smettere di fumare e questo non è un consiglio nuovo” ha ricordato Knutson. “Ma anche la regolarità del sonno è fondamentale cercando di andare a dormire più o meno alla stessa ora ogni giorno”.
Mantenere orari stabili favorisce una migliore organizzazione delle altre abitudini come alimentazione movimento ed esposizione alla luce naturale.
Anche piccoli cambiamenti possono fare la differenza. “Bisogna dare priorità alle cose più semplici” ha suggerito la collega Tolani. “Se un’ora in palestra non è possibile una camminata di dieci minuti o ridurre un po’ il sale nella dieta può già rappresentare un passo importante”.
La salute del cuore non dipende da un singolo comportamento ma dall’equilibrio complessivo dello stile di vita. Anche chi tende a vivere di sera può proteggere il proprio sistema cardiovascolare attraverso scelte consapevoli, regolarità e attenzione ai segnali del corpo.



