Il cancro della pelle rappresenta oggi una delle patologie oncologiche più diffuse e in costante crescita. Secondo i dati della Sociedade Brasileira de Dermatologia, il numero di diagnosi in Brasile è aumentato in modo significativo nell’ultimo decennio passando da poco più di quattromila casi nel 2014 a oltre settantamila diagnosi nel 2024.
Un incremento che evidenzia non solo una maggiore esposizione ai fattori di rischio ma anche una crescente necessità di prevenzione e diagnosi precoce.
Le aree più colpite e i principali fattori di rischio
L’incidenza del tumore cutaneo mostra una distribuzione geografica ben definita. Le regioni Sud e Sud-Est registrano i valori più elevati con tassi particolarmente alti in stati come Espírito Santo e Santa Catarina.
Secondo gli esperti della SBD questi numeri sono legati a diversi fattori concomitanti come la maggiore esposizione solare, la presenza diffusa di persone con fototipo chiaro e il progressivo invecchiamento della popolazione.
Nelle regioni Nord e Nord-Est i tassi risultano inferiori ma in alcuni stati si osserva un aumento costante dei casi. In aree storicamente caratterizzate da bassa notifica l’incremento potrebbe riflettere un miglioramento dei sistemi di sorveglianza sanitaria anche se la sottodiagnosi resta ancora presente soprattutto nelle zone rurali o difficili da raggiungere.
Diagnosi precoce e accesso alle visite dermatologiche
L’aumento delle diagnosi di cancro della pelle è diventato più evidente a partire dal 2018 quando è stato introdotto l’obbligo di una registrazione più dettagliata degli esami istologici e delle biopsie cutanee.
Un dato rilevante riguarda la disparità di accesso alle visite dermatologiche. Le persone che si affidano al sistema sanitario pubblico incontrano maggiori difficoltà nel prenotare una valutazione specialistica rispetto a chi utilizza la sanità privata.
Secondo la SBD questa differenza può incidere in modo diretto sull’evoluzione della malattia poiché il controllo clinico visivo rappresenta il primo e più importante strumento per individuare lesioni sospette soprattutto nel caso del melanoma, la forma più aggressiva di tumore cutaneo.
Individuare la patologia in fase iniziale aumenta in modo significativo le probabilità di guarigione e riduce la necessità di trattamenti invasivi.
Trattamento e prevenzione come priorità sanitarie
Quando il tumore della pelle non viene diagnosticato precocemente il percorso terapeutico tende a diventare più complesso. Nelle aree interne del Paese molti pazienti devono affrontare lunghi spostamenti per raggiungere i centri di oncologia ad alta specializzazione con conseguenti ritardi nell’inizio delle cure.
Le regioni dotate di una rete sanitaria più strutturata riescono ad avviare il trattamento entro tempi più brevi mentre in altre zone l’attesa può superare i due mesi aumentando il rischio di progressione della malattia.
Per questo la SBD sottolinea l’urgenza di rafforzare le politiche di prevenzione primaria, promuovere l’uso regolare del filtro solare e migliorare l’accesso ai controlli dermatologici. Tra le proposte avanzate vi è anche l’inclusione del protettore solare tra i beni essenziali, così da ridurne il costo e favorirne l’utilizzo nella popolazione.
La prevenzione del cancro della pelle passa da comportamenti quotidiani consapevoli come la protezione dai raggi UV l’autoesame cutaneo e i controlli periodici. Intervenire per tempo significa salvare la pelle ma soprattutto la vita.
Per qualsiasi dubbio non affidarti mai ad internet, chiedi subito il consulto di un medico!




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