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Bremer si ferma ancora: nuovo infortunio e un campanello d’allarme per la Juventus

La Juventus perde di nuovo uno dei suoi pilastri. Durante la sfida playoff di Champions League contro il Galatasaray del 17 febbraio 2026, Gleison Bremer è stato costretto ad abbandonare il campo al 34’, lasciando spazio a Gatti. Un cambio che non è solo tecnico, ma che riaccende una preoccupazione sempre più concreta: la fragilità fisica del centrale brasiliano.

Il problema alla coscia, con ogni probabilità legato al bicipite femorale, non arriva infatti come un episodio isolato. È piuttosto l’ultimo tassello di una sequenza di stop che negli ultimi anni ha iniziato a pesare sulla continuità del difensore bianconero.

Bremer: una storia recente fatta di stop pesanti

Per capire il momento attuale di Bremer bisogna guardare indietro. Il vero punto di svolta è stato il 2024, quando in Champions League contro il Lipsia il difensore ha subito la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Un infortunio devastante, che lo ha tenuto fuori per quasi un anno e che spesso lascia strascichi anche dopo il rientro.

Nel 2025, quando sembrava aver ritrovato stabilità, è arrivato un nuovo problema: lesione del menisco mediale dello stesso ginocchio. Operazione a Lione e circa due mesi di stop. Il rientro a dicembre aveva restituito alla Juventus un Bremer apparentemente solido, ma non ancora al 100% dal punto di vista strutturale.

Questo nuovo stop muscolare, quindi, non può essere letto come un evento casuale.

Il vero nodo: non solo il ginocchio

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Il punto chiave è proprio questo: Bremer non ha solo un problema al ginocchio, ma un equilibrio fisico che sembra essersi alterato.

Dopo un crociato e un intervento al menisco, è molto comune che l’atleta sviluppi compensazioni. Il corpo, per proteggere l’articolazione operata, modifica in modo inconscio la distribuzione dei carichi. Questo porta spesso a uno squilibrio tra quadricipiti e muscoli posteriori della coscia, i cosiddetti ischio-crurali.

Ed è qui che si inserisce il problema attuale.

Gli infortuni muscolari come quello accusato contro il Galatasaray tendono a manifestarsi nei momenti di massima intensità: scatti, frenate, cambi di direzione. Esattamente il tipo di sollecitazioni che un difensore come Bremer affronta continuamente.

Perché continua a fermarsi: le cause reali

Non esiste una sola spiegazione, ma una combinazione di fattori.

Il primo è il sovraccarico. La Juventus gioca su più fronti e Bremer, quando è disponibile, è praticamente insostituibile. Questo significa minuti elevati e recuperi spesso insufficienti.

Poi c’è la componente muscolare. Dopo un infortunio al ginocchio, se non si lavora in modo specifico sugli esercizi eccentrici, i muscoli posteriori della coscia diventano più vulnerabili. Il classico esempio è il Nordic Hamstring, uno degli esercizi più efficaci ma anche più trascurati.

Infine c’è la questione dell’età e dei ritmi. A 29 anni un difensore è nel pieno della maturità, ma il corpo inizia a tollerare meno gli accumuli di fatica, soprattutto dopo traumi importanti.

In sintesi, quello che sta vivendo Bremer è un classico caso di “overuse post-infortunio”: il corpo non è malato, ma è sotto stress continuo.

Cosa può fare davvero la Juventus (e cosa dovresti fare tu se ti dovesse capitare)

La gestione ora diventa fondamentale. Non basta curare l’infortunio, bisogna cambiare approccio.

Nel breve periodo serviranno riposo e terapie per ridurre l’infiammazione. Ma è nel medio-lungo termine che si gioca la vera partita.

Il lavoro deve concentrarsi su tre pilastri:

  • Rinforzo eccentrico degli ischio-crurali
    Gli esercizi come il Nordic Hamstring riducono drasticamente il rischio di recidive.
  • Stabilità del core e del bacino
    Un core forte permette di scaricare meglio le forze e proteggere sia il ginocchio che la coscia.
  • Gestione dei carichi
    Meno accumulo, più qualità. Monitorare i minuti e le intensità diventa essenziale.

Una routine settimanale ben strutturata, con alternanza tra lavoro di forza, sprint controllati e recupero attivo, può fare la differenza. Anche la nutrizione ha un ruolo: omega-3 e collagene possono supportare tendini e tessuti.

Bremer, il vero rischio: la continuità

Il problema più grande, oggi, non è il singolo infortunio. È la continuità.

Bremer resta uno dei migliori difensori della Serie A, ma la Juventus ha bisogno della sua presenza costante, non a intermittenza. Senza una gestione più attenta, il rischio è entrare in un circolo vizioso fatto di recuperi e ricadute.

E a quel punto, più che un episodio, diventerebbe un limite strutturale.

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