Le statine sono tra i farmaci più prescritti al mondo per proteggere il cuore tramite la riduzione del colesterolo LDL. Nonostante la loro efficacia comprovata, per anni si è discusso degli effetti collaterali potenziali, spesso temuti dai pazienti. Una nuova revisione pubblicata su The Lancet ha fatto chiarezza sui rischi reali legati a questa terapia, utilizzando dati di studi clinici controllati e randomizzati.
Cosa ha rivelato la revisione più grande di sempre
Il gruppo di ricerca, guidato da esperti di Oxford Population Health, ha analizzato dati provenienti da 23 studi clinici randomizzati con oltre 150.000 partecipanti. Lo scopo era valutare se gli effetti collaterali riportati nelle confezioni dei farmaci siano davvero causati dalle statine.
I risultati mostrano che 62 dei 66 effetti collaterali comunemente associati alle statine non sono significativamente più frequenti nei pazienti che assumono il farmaco rispetto a chi riceve un placebo. Tra questi rientrano problemi di memoria, disturbi dell’umore, insonnia, disfunzioni sessuali, nausea, affaticamento e mal di testa, condizioni che spesso generano preoccupazione nei pazienti.
Questa evidenza indica che molti sintomi attribuiti alle statine potrebbero dipendere da altri fattori oppure riflettere un effetto nocebo, ovvero la percezione di problemi in presenza di un farmaco solo perché il paziente si aspetta un effetto negativo.
Quali rischi restano associati alle statine
La revisione ha identificato solo poche reazioni avverse con correlazione significativa:
• Anomalie nei test del fegato
Una lieve elevazione degli enzimi epatici è risultata leggermente più comune nei gruppi in terapia, ma senza evidenza di danno epatico grave come epatite o insufficienza.
• Cambiamenti nelle urine e gonfiore dei tessuti
Questi eventi sono stati osservati ma con frequenze molto basse e senza chiari effetti clinici gravi.
• Dolori muscolari rari e aumento della glicemia
Il dolore muscolare associato alle statine è documentato e può verificarsi in piccola percentuale di pazienti. Anche un lieve aumento della glicemia è stato riscontrato, soprattutto in soggetti con elevata predisposizione metabolica.
In generale questi effetti sono molto rari rispetto all’enorme numero di pazienti che usano statine con benefici dimostrati.
Perché questo cambia la percezione delle statine
Le etichette dei farmaci solitamente riportano una lunga lista di possibili eventi avversi, generando timori nei pazienti e talvolta portando alla sospensione della terapia. La revisione sul Lancet suggerisce che molti degli effetti riportati non sono causati dalle statine, ma possono riflettere il normale andamento della salute o percezioni soggettive.
Questa evidenza è importante perché la mancata aderenza alla terapia ipolipemizzante è associata a un aumento del rischio di infarto, ictus e altri eventi cardiovascolari. Le statine, infatti, riducono in modo significativo questi rischi quando prescritte correttamente.
Cosa significa per chi prende statine
Per i lettori e i pazienti che già assumono statine o stanno valutando questa terapia, è fondamentale:
✔ Capire che la maggior parte dei sintomi comunemente associati alle statine non è supportata da evidenza scientifica robusta.
✔ Discutere con il proprio medico i rischi e i benefici personalizzati, senza basarsi solo sulle liste di effetti collaterali delle confezioni.
✔ Tenere presente che benefici cardiovascolari delle statine superano di gran lunga i rischi nella maggior parte dei casi.
La revisione pubblicata su The Lancet rappresenta un passo importante nella comunicazione della sicurezza delle statine. Smonta molte convinzioni diffuse e invita a leggere i dati con rigore scientifico. Le statine restano farmaci fondamentali nella lotta contro le malattie cardiovascolari e le preoccupazioni eccessive sugli effetti collaterali non dovrebbero più essere un ostacolo alla terapia quando indicata dal medico.
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