I farmaci dimagranti a base di GLP-1 stanno cambiando il trattamento dell’obesità. Ma quanto sono davvero efficaci e quanto sono sicuri nel lungo periodo?
Tre grandi revisioni pubblicate da Cochrane e commissionate dall’World Health Organization confermano che medicinali come semaglutide (Ozempic e Wegovy), tirzepatide (Mounjaro e Zepbound) e liraglutide (Victoza e Saxenda) possono portare a perdite di peso importanti, fino al 16% del peso corporeo.
Il messaggio però è doppio: risultati impressionanti ma dati ancora limitati su sicurezza a lungo termine, mantenimento del peso e indipendenza degli studi.
Quanto fanno dimagrire davvero
I numeri sono chiari.
Tirzepatide
Somministrata una volta a settimana, ha prodotto una perdita media di circa 16% del peso corporeo in 12-18 mesi. Alcuni dati suggeriscono che l’effetto possa durare fino a 3,5 anni, ma con evidenze ancora incomplete sulla sicurezza nel lungo periodo.
Semaglutide
Con iniezione settimanale, ha determinato una perdita media di circa 11% in 6-12 mesi, con mantenimento fino a due anni nei trial disponibili. Una quota significativa di pazienti ha perso almeno il 5% del peso iniziale.
Liraglutide
Iniezione quotidiana, risultati più moderati: 4-5% di perdita media, comunque superiore al placebo.
L’effetto sembra persistente finché si continua la terapia. Alla sospensione, il rischio di recupero del peso è concreto.
Come funzionano i GLP-1
Questi farmaci imitano un ormone intestinale naturale che:
• rallenta lo svuotamento gastrico
• aumenta la sensazione di sazietà
• riduce l’appetito
• migliora il controllo glicemico
Nati per il diabete tipo 2 nei primi anni 2000, hanno mostrato effetti metabolici tali da aprire la strada al loro utilizzo nell’obesità.
Effetti collaterali e limiti
Il rovescio della medaglia riguarda gli effetti gastrointestinali, molto comuni quali nausea, vomito, diarrea e disturbi digestivi.
In diversi studi una parte dei partecipanti ha interrotto il trattamento per effetti avversi.
Non sono emerse differenze significative su eventi cardiovascolari maggiori o mortalità nei soggetti con obesità senza diabete ma mancano dati solidi oltre i 2-3 anni.
Il nodo dei conflitti di interesse
Un punto delicato riguarda il finanziamento degli studi. Molti trial inclusi nelle revisioni sono stati finanziati dalle aziende produttrici, spesso coinvolte nella progettazione e nell’analisi dei dati.
Questo non invalida automaticamente i risultati ma rende necessaria maggiore ricerca indipendente, soprattutto in vista delle future linee guida globali.
Accesso e disuguaglianze
Il costo rimane elevato per semaglutide e tirzepatide, limitandone l’accesso. Liraglutide è diventata più accessibile grazie alla scadenza del brevetto. Anche il brevetto della semaglutide scadrà nel 2026.
Un utilizzo esteso senza strategie di equità potrebbe ampliare le disuguaglianze sanitarie, tema centrale per la salute pubblica.
Sono la soluzione definitiva all’obesità?
I GLP-1 rappresentano la terapia farmacologica più efficace mai disponibile per l’obesità, questo è innegabile.
Ma non sono una scorciatoia magica.
• Funzionano meglio insieme a dieta ipocalorica e attività fisica
• Richiedono trattamento continuativo
• Non sostituiscono modifiche dello stile di vita
• Necessitano monitoraggio medico
La vera domanda ora non è se funzionano ma come integrarli in modo sicuro, sostenibile ed equo nella pratica clinica.
Ozempic, Wegovy e Mounjaro segnano un punto di svolta nel trattamento dell’obesità con perdite di peso clinicamente rilevanti. Tuttavia servono studi indipendenti a lungo termine, maggiore trasparenza e politiche sanitarie attente all’accessibilità.
Il futuro dei GLP-1 non dipenderà solo dai chili persi ma dalla capacità di dimostrare sicurezza, sostenibilità e beneficio globale nel tempo.
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