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Olimpiadi, Mass Start nel pattinaggio di velocità: cos’è e perché incanta

Nel pattinaggio di velocità esiste una gara che rompe completamente le regole a cui siamo abituati. Niente più atleti in coppia contro il tempo, niente ritmo lineare e prevedibile. Nella mass start succede tutto insieme. Contatto visivo, strategie, scie, sprint. È una gara che assomiglia più a una corsa ciclistica che a una disciplina su ghiaccio.

Ed è proprio questo il motivo per cui, negli ultimi anni, è diventata una delle più seguite.

Perché la mass start è diversa da tutte le altre gare

Nel pattinaggio tradizionale si corre contro il cronometro. Nella mass start si corre contro gli altri.

Tutti gli atleti partono insieme, sullo stesso ovale da 400 metri. Questo cambia completamente la logica della gara. Non conta solo la velocità pura ma la capacità di leggere la corsa, scegliere quando spingere, quando restare coperti e quando rischiare.

È una disciplina in cui l’energia va gestita, non solo espressa.

Chi parte forte può pagare nel finale. Chi resta troppo indietro rischia di non rientrare. Ogni scelta ha conseguenze immediate.

Una gara che si decide negli ultimi metri

La struttura è semplice ma ingannevole. Si percorrono 16 giri totali e durante la gara ci sono sprint intermedi che assegnano punti. Ma è l’ultimo giro a cambiare tutto.

Nel finale si concentra la maggior parte del punteggio. Questo significa che puoi gestire tutta la gara in modo perfetto… e perdere tutto negli ultimi metri. Oppure restare nascosto per quindici giri e giocarti tutto con uno sprint perfetto.

È questo equilibrio tra tattica e esplosività a renderla così imprevedibile.

Il ruolo della strategia: stare davanti o nascondersi

Uno degli aspetti più interessanti della mass start è la gestione della posizione nel gruppo.

Stare davanti significa controllare il ritmo ma esporsi al vento e consumare più energie. Restare dietro permette di risparmiare ma aumenta il rischio di rimanere bloccati o coinvolti in eventuali cadute.

È un continuo gioco di scelte. Non esiste una strategia perfetta, esiste quella giusta in quel momento.

Per questo motivo, spesso non vince l’atleta più forte in assoluto ma quello che legge meglio la gara.

Velocità, contatto e rischio

A differenza delle altre gare di speed skating, qui gli atleti pattinano molto vicini tra loro. Le velocità superano facilmente i 50 km/h e lo spazio è limitato.

Questo aumenta il livello di rischio. Basta un errore minimo, una traiettoria sbagliata o un contatto per compromettere la gara. Le cadute non sono frequenti ma quando accadono possono coinvolgere più atleti ed è anche questo a rendere la mass start così spettacolare.

Non è mai completamente controllabile.

Perché è diventata così popolare

La mass start è stata introdotta anche per questo motivo: rendere il pattinaggio di velocità più coinvolgente per il pubblico. Le gare contro il tempo sono tecnicamente affascinanti ma meno immediate da seguire. Qui invece tutto è visibile, comprensibile, diretto.

È uno sport che si guarda e si capisce subito e soprattutto, tiene incollati fino all’ultimo secondo.

Milano Cortina 2026: cosa aspettarsi

Con le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, la mass start sarà ancora una volta uno degli eventi più attesi.

È la gara perfetta per chiudere il programma: imprevedibile, veloce, piena di colpi di scena. Atleti come Andrea Giovannini hanno già dimostrato di poter competere a livello internazionale e questa disciplina, proprio per la sua natura tattica, lascia spazio anche a sorprese.

Non sempre vince il favorito. Ed è esattamente questo il punto.

La mass start ha cambiato il modo di vedere il pattinaggio. Non è più solo una questione di tempo e tecnica, ma di lettura, adattamento e gestione dell’energia. È uno sport che unisce resistenza, strategia e istinto.

Ed è per questo che, una volta vista, è difficile smettere di seguirla.

Mass Start nel Biathlon: Un Parallelo Tattico

Passando ad un altro gioiello olimpico, la Mass Start nel biathlon (uomini 15 km, donne 12,5 km) vede i top 25 partono insieme per quattro giri di fondo alternati a due tiri in piedi e due sdraiati. Ogni colpo mancato costa una penalità di 12 secondi o un giro extra sul penalty loop, premiando resistenza, precisione e gestione del ritmo in un format che, come nel pattinaggio, mescola endurance e duelli ravvicinati fino all’ultimo km.

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