Una bambina di due anni e mezzo di Santa Sofia, in provincia di Forlì-Cesena, è ricoverata in condizioni critiche al Policlinico Sant’Orsola di Bologna per meningite tubercolare. La piccola frequenta un asilo nido del territorio e il peggioramento del quadro clinico ha reso necessario il trasferimento in una struttura specializzata del capoluogo emiliano.
Appena confermata la diagnosi, il Comune e l’Ausl hanno fatto partire il protocollo di sicurezza con controlli su compagni di sezione, educatrici e familiari più vicini. Tutti i bambini della stessa classe e il personale educativo sono stati sottoposti a profilassi e, al termine degli accertamenti, non sono emersi altri casi attivi. Nel territorio nei mesi scorsi era stato registrato un altro episodio di tubercolosi in una scuola elementare, ritenuto però non correlato a questo caso.
Perché la notizia interessa chi segue lo sport giovanile
La meningite tubercolare è rara ma colpisce in modo particolare i bambini più piccoli che frequentano comunità come nidi, scuole e in prospettiva anche corsi sportivi indoor. Le stesse dinamiche di vicinanza che troviamo nelle aule e negli spogliatoi rendono fondamentali diagnosi precoce, vaccinazioni aggiornate e il rispetto delle regole di base (non mandare i bambini a lezione o allenamento con febbre o sintomi importanti).
Per società sportive e genitori il messaggio è chiaro: la prevenzione passa da controlli regolari dal pediatra, attenzione ai segnali “strani” (stanchezza marcata, febbre persistente, mal di testa insistente) e collaborazione con scuola e servizi sanitari in caso di sospetto.
Una comunità informata reagisce più in fretta e protegge meglio i bambini che praticano attività motoria e sport di base.
Meningite tubercolare: quali misure sono state attivate
Nel caso di Santa Sofia le autorità sanitarie hanno tracciato e sottoposto a profilassi i contatti stretti della bambina: familiari conviventi, compagni di sezione dell’asilo e personale scolastico. I protocolli italiani per le meningiti prevedono sorveglianza sanitaria dei contatti per alcuni giorni, con attenzione particolare ai bambini sotto i 5 anni.
Gli accertamenti eseguiti finora non hanno evidenziato altri casi di infezione attiva e il rischio di diffusione viene considerato contenuto dagli esperti. La sindaca di Santa Sofia ha confermato che tutti i bambini della stessa classe sono risultati negativi ai test, pur mantenendo alto il livello di monitoraggio.
Cos’è la meningite tubercolare
La meningite tubercolare è una forma rara e grave di tubercolosi in cui il batterio Mycobacterium tuberculosis raggiunge le meningi, le membrane che rivestono cervello e midollo spinale. Colpisce più spesso i bambini e può esordire con sintomi poco specifici: febbre, malessere generale, irritabilità o sonnolenza, per poi evolvere in mal di testa intenso, rigidità del collo, convulsioni e disturbi neurologici.
Il trattamento richiede una combinazione di antibiotici specifici per diversi mesi, di solito isoniazide, rifampicina, pirazinamide ed etambutolo, spesso associati a corticosteroidi per ridurre l’infiammazione. La diagnosi precoce è decisiva per ridurre il rischio di danni permanenti o esiti neurologici, motivo per cui nei contatti stretti in età pediatrica vengono avviati rapidamente controlli e, quando indicato, profilassi.



