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Dieta mediterranea e ictus: uno studio mostra una riduzione del rischio fino al 25%

La dieta mediterranea si conferma uno dei modelli alimentari più solidi per la prevenzione cardiovascolare.

L’ampio studio osservazionale durato oltre vent’anni suggerisce che seguire questo stile alimentare può ridurre il rischio di ictus fino al 25%, coinvolgendo sia le forme ischemiche sia quelle emorragiche. Un dato rilevante perché finora le evidenze sul legame tra alimentazione e tutti i tipi di ictus erano parziali.

Lo studio: numeri e risultati chiave

La ricerca, pubblicata sulla rivista Neurology Open Access dell’American Academy of Neurology, ha seguito 105.614 donne statunitensi con età media di 53 anni e senza precedenti di ictus. Le partecipanti sono state monitorate per circa 21 anni, valutando nel tempo l’aderenza alla dieta mediterranea.

Il punteggio assegnato variava da 0 a 9 in base al consumo di cereali integrali, frutta, verdura, legumi, olio extravergine di oliva, pesce e a un apporto moderato di alcol. Venivano invece penalizzati elevati consumi di carne rossa e latticini.

Dopo aver corretto i dati per fattori come fumo, attività fisica e ipertensione, i risultati sono stati chiari:
le donne con maggiore aderenza alla dieta mediterranea mostravano un rischio di ictus totale inferiore del 18%di ictus ischemico del 16% e di ictus emorragico addirittura del 25% rispetto a chi seguiva meno questo modello alimentare.

Perché il dato sull’ictus emorragico è così importante

L’ictus emorragico è meno frequente rispetto a quello ischemico ma più grave e con maggiore mortalità. Proprio su questa forma mancavano studi di grandi dimensioni. Il fatto che la dieta mediterranea mostri un’associazione protettiva anche su questo versante rafforza l’idea che la qualità complessiva dell’alimentazione incida non solo sui livelli di colesterolo ma anche su infiammazione, salute dei vasi e stabilità delle pareti arteriose.

Gli autori sottolineano che si tratta di uno studio osservazionale, quindi non dimostra un rapporto di causa-effetto, ma il quadro si inserisce coerentemente in un corpus di evidenze ormai ampio.

Dieta mediterranea e dieta ipolipidica: non sono la stessa cosa

Spesso la dieta mediterranea viene confusa con una dieta ipolipidica, cioè povera di grassi. In realtà la differenza è sostanziale.

Come riportato da un progetto di ricerca pubblicato dall’UniUpo a cura della Dott.ssa Alessandra Pietragalla, la dieta ipolipidica nasce con l’obiettivo di ridurre l’apporto totale di grassi, spesso limitando in modo indistinto sia quelli saturi sia quelli insaturi. È un approccio quantitativo che guarda soprattutto alle calorie e ai grammi di lipidi introdotti.

La dieta mediterranea, invece, è un modello qualitativo. Non elimina i grassi ma privilegia quelli “buoni”, in particolare grassi monoinsaturi e polinsaturi provenienti da olio extravergine di oliva, frutta secca e pesce. Questo stile alimentare include anche fibre, polifenoli, antiossidanti e micronutrienti che agiscono in sinergia su metabolismo, infiammazione e salute cardiovascolare.

Come evidenziato studio accademico, una dieta ipolipidica troppo restrittiva può risultare difficile da mantenere nel lungo periodo e non sempre garantisce gli stessi benefici metabolici di un’alimentazione mediterranea ben bilanciata. La prevenzione non dipende solo da “meno grassi” ma da grassi migliori inseriti in un contesto alimentare equilibrato.

Un messaggio chiaro per la prevenzione

Secondo le stime internazionali, circa il 90% degli ictus è potenzialmente prevenibile intervenendo su fattori di rischio modificabili come alimentazione, sedentarietà, fumo e pressione arteriosa. In questo scenario la dieta mediterranea emerge come uno strumento concreto, accessibile e sostenibile.

Non si tratta di seguire regole rigide ma di adottare uno stile alimentare basato su semplicità, varietà e qualità degli alimenti, con benefici che vanno ben oltre il controllo del peso o del colesterolo.

Lo studio ventennale rafforza l’idea che la dieta mediterranea sia un alleato potente nella prevenzione dell’ictus, comprese le forme più gravi. La differenza rispetto a una dieta ipolipidica non è solo tecnica ma culturale: non eliminare i grassi ma scegliere quelli giusti, inserendoli in un modello alimentare equilibrato e sostenibile nel tempo. Un approccio che parla di salute a lungo termine più che di restrizioni.

La dieta mediterranea non ricomprende esclusivamente cibi ma una più ampia piramide che prevede delle attività riassunte qui di seguito:

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